Culture

Esiti della consultazione pubblica sui diritti digitali nell’UE

Ciò che emerge dai risultati pubblicati dalla Commissione Europea sulla base della consultazione pubblica che si è svolta dal 12 maggio al 6 settembre 2021, è che gli europei hanno espresso un forte sostegno ai diritti e ai principi digitali proposti dalla Commissione Europea.

La consultazione è stata condotta per misurare il sostegno alla definizione di un chiaro insieme di principi digitali e per raccogliere feedback, opinioni e punti di vista concreti sulla formulazione di principi e valori specifici dell’UE per lo spazio digitale. 

609 è il numero complessivo di contributi presentati da cittadini, organizzazioni non governative e della società civile, autorità pubbliche, attori economici e altre parti interessate. Osservando la ripartizione per categoria di portatori di interesse, per la categoria “Cittadini” sono stati ricevuti 391 contributi, mentre dalle ONG sono stato ottenuti 61 feedback, dati che costituiscono circa il 75% di tutti i contributi – tale numero è elevato per una consultazione pubblica su un argomento come lo spazio digitale e mostra un chiaro interesse da parte del settore della società civile.

I risultati della consultazione confluiranno ora in una proposta di Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali, già annunciata dalla Commissione nella Comunicazione attraverso la Comunicazione “Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale”. 

Oltre alla società civile, alla consultazione hanno risposto le parti interessate delle imprese (37 imprese/organizzazioni imprenditoriali e 31 associazioni di imprese). Inoltre, alla consultazione pubblica ha partecipato 26 autorità pubbliche.

I principi e valori europei integreranno i diritti esistenti che già tutelano e responsabilizzano i cittadini europei online, relativi ad esempio alla protezione dei dati personali, alla libertà di espressione, alla libertà di avviare e svolgere un’attività online o alla protezione delle loro creazioni intellettuali. 

Per un progetto come DYDAS, che mira a favorire la creazione di strumenti di gestione big data, è molto importante seguire l’approccio proposto dalla Commissione Europea che recentemente ha coerentemente aggiunto una proposta sull’intelligenza artificiale, in base alla quale la Commissione mira a garantire che l’uso di questa tecnologia nell’UE sia affidabile e antropocentrica.